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domenica 26 aprile 2026

Ansia: comprenderla e affrontarla con percorsi brevi e mirati


L’ansia è oggi uno dei disturbi psicologici più diffusi. Si manifesta con preoccupazioni costanti, tensione fisica, difficoltà di concentrazione, insonnia, irritabilità e una sensazione generale di allerta che può diventare invalidante.
Nonostante la sua intensità, l’ansia è un segnale: indica che qualcosa dentro di noi sta chiedendo attenzione, ascolto e riorganizzazione.
Per tale motivo, un percorso psicologico efficace non si limita a ridurre i sintomi, ma considera la persona nella sua totalità, integrando corpo, mente, emozioni e modalità relazionali.
Valutare l’ansia: due test per comprendere la persona nella sua globalità
Prima di iniziare un percorso terapeutico breve, è necessario effettuare una valutazione iniziale attraverso due strumenti complementari:
1. Un test-questionario di personalità
Serve a esplorare: stili di pensiero, modalità di gestione delle emozioni, livelli di ansia percepita, strategie abituali di fronteggiamento. 
Questo permette di individuare i fattori che alimentano l’ansia e le risorse già presenti nella persona.
2. Un test proiettivo
È uno strumento che permette di accedere a: dinamiche profonde, vissuti emotivi impliciti, immagini interne che influenzano il modo di percepire sé stessi e il mondo
Il test proiettivo aiuta a cogliere ciò che spesso non emerge a parole, offrendo una visione più completa della persona.
L’integrazione di questi due strumenti consente di costruire un percorso breve ma altamente personalizzato.
Un percorso breve e mirato: 10–12 sedute online
Le terapie brevi, soprattutto se integrate con tecniche psico-corporee e strategie mirate, permettono di ottenere risultati significativi in un tempo contenuto.
Un percorso di 10–12 sedute online è spesso sufficiente per: 
  • ridurre i sintomi ansiosi
  • migliorare la gestione emotiva
  • sviluppare nuove abitudini mentali e corporee
  • recuperare senso di controllo e benessere
L’obiettivo non è “eliminare l’ansia”, ma trasformarla in una risorsa di consapevolezza e cambiamento.

Tecniche efficaci per affrontare l’ansia

1. Tecniche di rilassamento psicofisico
Queste tecniche agiscono direttamente sul corpo, riducendo l’attivazione fisiologica che sostiene l’ansia.
Tra le più efficaci: 
- Respirazione diaframmatica: rallenta il battito cardiaco e riduce la tensione muscolare
- Rilassamento muscolare progressivo: aiuta a riconoscere e sciogliere le tensioni corporee
- Training autogeno: favorisce calma, centratura e autoregolazione.

Il corpo è il primo alleato nella gestione dell’ansia: quando si rilassa, anche la mente si riequilibra.

2. Visualizzazioni guidate

Le visualizzazioni sono strumenti potenti perché lavorano sulle immagini interne, spesso alla base dell’ansia.
Possono aiutare a: 
- creare scenari di calma e sicurezza
- ristrutturare immagini mentali ansiogene
- potenziare risorse interne
- prepararsi a situazioni percepite come difficili

La mente non distingue completamente tra immaginato e reale: per questo le visualizzazioni guidate hanno un impatto immediato sul sistema nervoso.

3. Tecniche strategiche brevi

Le tecniche strategiche sono interventi mirati che interrompono i circoli viziosi dell’ansia.
Alcuni esempi: 
- ridefinizione del problema per cambiare prospettiva
- prescrizioni comportamentali per interrompere rituali o evitamenti
- tecniche paradossali per ridurre l’ipercontrollo
- micro-esercizi quotidiani per modificare abitudini mentali automatiche

Sono strumenti rapidi, concreti e orientati al cambiamento.

L’ansia non è solo un sintomo: è un linguaggio.
Per questo un percorso efficace deve considerare la persona nella sua interezza:
  • corpo
  • emozioni

  • pensieri

  • relazioni

  • storia personale

  • risorse e potenzialità

L’integrazione di test psicologici, tecniche psico-corporee, visualizzazioni e strategie brevi permette di costruire un intervento su misura, capace di restituire equilibrio e benessere in tempi relativamente brevi.

Dott.ssa Maria Giovanna Zocco 

conttatti: 

e-mail: mgzocco@gmail.com

Cell. e Whatsapp: 389 116 1310

martedì 4 novembre 2025

Quando la vita ti travolge, serve un piano

Riorganizza il tuo equilibrio

 Stress, stanchezza, relazioni complicate, fame emotiva, burnout, disorganizzazione.

Non sono “momenti”. Sono segnali. E ignorarli non li fa sparire.

Ti è mai capitato di sentirti sopraffatta, anche quando non stai facendo nulla? Di avere la testa piena, il corpo stanco, relazioni che ti drenano, e una giornata che ti sfugge di mano?

Non sei sola. E non è colpa tua. È il segnale che qualcosa va ristrutturato.

🎯 Perché nasce questo programma

Il programma “Riorganizza il Tuo Equilibrio” nasce proprio per questo: affrontare i problemi reali che oggi bloccano tante persone. Non si parla di benessere astratto, ma di strategie concrete per rimettere ordine nella mente, nel corpo, nelle relazioni, nel lavoro e nella vita quotidiana.

👇 Se ti riconosci in almeno 3 di queste frasi, questo percorso è per te:

  • “Non riesco a fermare i pensieri, mi sento sempre sotto pressione.”
  • “Sono stanca/o anche quando dormo.”
  • “Sento un'angoscia che non so spiegare.”
  • “Mi sento sola/o, ma non ho voglia di parlare con nessuno.”
  • “Mangio per nervosismo, non per fame.”
  • “Il lavoro mi svuota, non mi dà più senso.”
  • “La mia giornata è un caos, non riesco a gestire nulla.”
  • 🎯 Cosa facciamo insieme

Ti aiuto a rimettere ordine. Non con consigli generici, ma con un metodo strutturato in 7 incontri individuali online, che affrontano i problemi uno per uno.

🧠 Seduta 1 – Analisi e test psicologici

  • Colloquio approfondito
  • Test Luscher e MMPI breve
  • Mappatura dei problemi
  • Definizione degli obiettivi
  • Piano personalizzato

🔧 I 6 moduli operativi

Tema

Cosa risolviamo

Mente

Pensieri ricorrenti, ansia, stress, fobie, compulsioni, depressione, dipendenze, elaborazione lutto

Corpo

Stanchezza, tensioni, insonnia, disturbi psicosomatici

Relazioni

Conflitti, isolamento, relazioni tossiche, 

Nutrizione

Fame emotiva, disorganizzazione alimentare, principali disturbi del comportamento alimentare (Anoressia, Bulimia, Vomiting ecc.)

Lavoro

Burnout, insoddisfazione, mancanza di senso, difficoltà a gestire il tempo e le priorità

Stile di vita

Sovraccarico, caos quotidiano, mancanza di routine, sovraccarico digitale, difficoltà a dire "no"

📦 Cosa ricevi

  • 7 sessioni individuali (60 min)
  • Materiale pratico (dispense, schede, audio, esercizi)
  • Supporto tra gli incontri
  • Sessione introduttiva gratuita (30 min in chat)

📩 Come iniziare

Prenota la tua sessione introduttiva gratuita con colloquio online via Messenger, della durata di 30 minuti, che si svolge sul profilo professionale di Facebook, durante lo sportello di primo ascolto:

🕒 Orari disponibili

  • Lunedì: 15:00 – 16:00

  • Martedì: 10:00 – 11:00

  • Giovedì: 15:00 – 16:00

  • Venerdì: 22:00 – 23:00

Se senti che è il momento di prenderti cura di te, questo percorso può essere il tuo punto di svolta.

📬 Contatti


domenica 7 settembre 2025

Bulimia Nervosa: il silenzio che urla

 

Comprendere il Disturbo

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da condotte compensatorie inappropriate, come vomito autoindotto, uso di lassativi, digiuno o esercizio fisico eccessivo. Questi comportamenti sono messi in atto per contrastare l’aumento di peso percepito, spesso in risposta a un forte disagio emotivo o a una distorsione dell’immagine corporea. 

La Bulimia non è solo un disturbo alimentare. È una guerra silenziosa che si combatte dentro, tra il bisogno di controllo e il desiderio di liberazione. È un ciclo che consuma: abbuffate segrete, senso di colpa, vomito, vergogna. E poi di nuovo, come un rituale che promette sollievo ma lascia solo vuoto. Chi ne soffre spesso sorride, lavora, studia, ama. Ma dentro, il corpo diventa un contenitore di emozioni non dette, di paure non ascoltate, di dolori non accolti. Il cibo diventa rifugio e nemico. Il vomito, una punizione e una liberazione.

Aspetti diagnostici principali:

  • Abbuffate (consumo rapido e incontrollato di grandi quantità di cibo)

  • Condotte compensatorie ricorrenti

  • Preoccupazione eccessiva per peso e forma del corpo

  • Ciclicità del comportamento, spesso accompagnata da senso di colpa e vergogna

Implicazioni psicologiche: 

La bulimia è spesso associata a bassa autostima, perfezionismo, impulsività e difficoltà nella regolazione emotiva. Il comportamento alimentare disfunzionale diventa una strategia per gestire emozioni intense o vissuti traumatici. 

Cosa si prova? 

Vergogna, senso di colpa, paura del giudizio. Il controllo sul corpo diventa una battaglia quotidiana, spesso invisibile agli occhi degli altri. Tale controllo, spesse volte, si sviluppa in un circolo vizioso: abbuffata - vomito - abbuffata: ciò innesca anche un meccanismo di di aumento dell'ansia che va ad aggravare il quadro, per cui lo schema mangiare-vomitare si autoalimenta fino a cronicizzarsi

Complicanze mediche frequenti:

  • Squilibri elettrolitici (ipokaliemia, iponatriemia)

  • Erosione dello smalto dentale

  • Infiammazione esofagea e gastrica

  • Alterazioni del ritmo cardiaco

  • Disfunzioni ormonali e mestruali

🧑‍⚕️ Approccio terapeutico:

La bulimia nervosa è un disturbo serio ma trattabile. Il percorso di cura richiede un approccio integrato e personalizzato, che includa supporto psicologico, strategie comportamentali, indicazioni nutrizionali ecc. Chiedere aiuto è il primo passo verso la remissione.

Il nostro protocollo di trattamento personalizzato (attuabile on-line e interattivo) include: prescrizioni comportamentali, indicazioni nutrizionali e lavoro sull'interiorità, sulla personalità e sulle dinamiche relazionali. Vengono inviati (in formato pdf)  programmi settimanali e successivamente mensili. Vengono utilizzate schede di rilevazione e diari alimentari. Questi programmi sono adattabili alla persona e ai progressi ottenuti; essi possono essere integrati (se ritenute utili) da altre tecniche come visualizzazioni guidate o apprendimento di esercizi psico-fisici validati per la riduzione dell'ansia e la sedazione emotiva. 

Questo approccio integrato e interattivo per il trattamento della Bulimia, può svolgersi in chat e quindi con costi contenuti.

Per ulteriori informazioni contattare la dott.ssa Maria Giovanna Zocco 

e-mail: mgzocco@gmail.com

cell. e WhatsApp: 389 116 1310





domenica 13 ottobre 2024

Approccio Olistico della Psicologia Clinica

Benvenuti nel mio spazio dedicato al benessere psicologico e alla crescita personale!

Mi chiamo Maria Giovanna Zocco, sono una psicologa clinica specializzata in tecniche autogene e visualizzazioni guidate. Nel corso degli anni, l'esperienza e le nuove conoscenze sul funzionamento della mente e del corpo umano mi hanno condotto a virare verso un approccio olistico mirato a considerare la persona nella sua interezza, integrando mente, corpo e spirito per affrontare e superare disturbi d'ansia, problematiche legate alla personalità e malattie psicosomatiche.

Il Mio Approccio

Credo fermamente che ogni individuo sia unico e che le sue esperienze siano la chiave per la guarigione. Utilizzo tecniche autogene, che permettono di raggiungere uno stato di profondo rilassamento e autocontrollo, insieme a visualizzazioni guidate, per facilitare la connessione tra il pensiero e le emozioni. Questo metodo aiuta a ridurre l’ansia e a promuovere un benessere duraturo.

Obiettivi e Strumenti del Percorso

  1. Riconoscere e Comprendere: Iniziamo con una valutazione approfondita delle tue esperienze e dei tuoi sentimenti. Comprendere le origini delle difficoltà è il primo passo verso la guarigione.

  2. Tecniche di Rilassamento: Ti insegnerò tecniche di rilassamento e gestione dello stress che potrai utilizzare nella vita quotidiana per affrontare le sfide con maggiore serenità.

  3. Visualizzazioni Guidate: Attraverso visualizzazioni, potrai esplorare e rielaborare emozioni e pensieri, promuovendo la tua capacità di resilienza e benessere.

  4. Sviluppo Personale: Ti supporterò nel tuo percorso di crescita personale, aiutandoti a costruire una maggiore consapevolezza di te stesso e a potenziare le tue risorse interiori.

Perché Scegliere un Approccio Olistico?

L'approccio olistico non si limita a trattare i sintomi, ma cerca di comprendere e affrontare le cause profonde dei disagi. La connessione tra mente e corpo è fondamentale, e attraverso queste tecniche potrai scoprire come liberarti da blocchi emotivi e raggiungere uno stato di equilibrio.

Contattami

Se sei pronto/a per iniziare un percorso di trasformazione e desideri maggiori informazioni, non esitare a contattarmi. Insieme possiamo lavorare per raggiungere il tuo benessere psicologico e personale.

Nr. di cellulare 389 116 1310 per contatti telefonici o su WhatsApp

Ti aspetto per iniziare questo viaggio insieme! 

lunedì 23 ottobre 2023

Il primo suono

 "La prima musica codificata nella nostra memoria è proprio la prima vibrazione che ci ha generato: il ritmo delle nostre prime cellule"

Ci sono delle musiche che hanno effetti specifici sulla nostra psiche e anche sul nostro organismo. 

Brani che hanno funzione ansiolitica, altri sono adrenalinici ed energizzanti, altri ancora che hanno una funzione benefica per il benessere del corpo e così via. 

"Imagine" di John Lennon rientra nella categoria delle musiche ansiolitiche e calmanti



TRADUZIONE TESTO:

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate  tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

sabato 21 novembre 2020

ANATOMIA DELLA PAURA E COME GESTIRE LE PRINCIPALI PAURE ATTUALI

Disegno di Fabio Magnasciutti, immagine tratta dal sito: newstown

IL RUOLO DELLA PAURA NEGLI ESSERI VIVENTI
La paura è una delle reazioni più antiche e radicate negli esseri viventi, il cui scopo è quello di proteggerli dai pericoli provenienti dal mondo esterno. 
La paura è così importante per la preservazione delle specie viventi da essere presente sia nelle forme di vita più elementari che in quelle più strutturate. Essa può assumere quindi forme semplicissime, come ad esempio l'automatico richiudersi e appallottolarsi del riccio di fronte ad un pericolo; oppure molto complesse, come nell’uomo, dove la paura innesca meccanismi che, in risposta ad uno stimolo, partono dal cervello e coinvolgono l’intero organismo.

ANATOMIA DELLA PAURA NELL'ESSERE UMANO
La risposta alla paura ha inizio in una zona chiamata amigdala, situata in profondità nel cervello. Da qui, tutte le volte che si presenta uno stimolo interpretato come minaccia, si innesca una reazione a catena molto complessa: vengono rilasciati ormoni dello stress, si attiva una parte del sistema nervoso conosciuto come: sistema nervoso simpatico, che risulta essere coinvolto in quelle funzioni definite di «attacco o fuga». Il cervello entra in uno stato di allerta che viene tramesso all'organismo, così le pupille si dilatano, il respiro accelera. Aumenta anche la frequenza cardiaca, la pressione e il flusso sanguigno. I muscoli ricevono più glucosio, mentre organi non vitali, come il sistema gastrointestinale, vengono posti in uno stato di ridotta attività.
In questo modo la concentrazione è tutta rivolta al pericolo, e il corpo si prepara ad affrontarlo nel modo più opportuno. In contemporanea parte una valutazione della minaccia per cui intervengono altre aree del cervello, come l’ippocampo e la corteccia prefrontale, che aiutano a interpretare la minaccia percepita. Se ci si trova di fronte a un falso allarme, interviene il sistema nervoso parasimpatico e la risposta si spegne, mentre nel caso di pericolo reale la risposta continua a essere alimentata. 
È proprio questo sistema complesso che ha consentito alla specie umana di sopravvivere a innumerevoli pericoli nel corso della propria storia. Ed è lo stesso meccanismo che viene attivato di fronte a pericoli che minacciano la nostra sopravvivenza come lo è, ad esempio, la malattia. 

ATTUALITA' DELLE PAURE
Oggi, sempre più spesso, accade che questo complesso sistema di auto-protezione diventa disfunzionale e molto pericoloso per la salute e il benessere psico-fisico dell'organismo. 
Quando la minaccia esterna viene percepita come un pericolo continuo e costante (come ad esempio nel caso del coronavirus Sars-CoV-2) lo stato di allerta è sempre attivo, anche se ciò avviene al di sotto della consapevolezza corporea e anche psichica. 
In tal caso, il sistema parasimpatico non si attiva per sedare la condizione di allerta in cui l'organismo è stato posto dal sistema nervoso simpatico, così l'unità psico-fisica si ritrova in uno stato costante di allerta. 
Questo, se prolungato nel tempo, potrebbe dare origine a tantissimi disturbi, sia dal punto di vista corporeo determinando le cosiddette malattie psicosomatiche, sia dal punto di vista psichico con stati d'ansia generalizzati, ipocondria (paura della malattia), depressione, ossessioni e compulsioni o varie forme di fobie come rupofobia (paura dello sporco), agorafobia (paura di uscire), claustrofobia (paura di sostare in ambienti chiusi) ecc.

TECNICHE DI GESTIONE DELLE PAURE
Come affrontare e superare questo tipo di meccanismo  fisiologico alterato, scatenato da una paura costante e prolungata nel tempo? Come trattare le paure a livello cognitivo e psichico? 
Per imparare a gestire e risolvere le paure bisogna affrontarle a diversi livelli e da diversi punti di vista. 
Dal punto di vista storico ed eziologico bisogna indagare sull'origine, il contesto in cui la paura si presenta la prima volta, sulle modalità con le quali si manifesta, rilevare eventuali correlazioni con particolare eventi accaduti nella vita ecc. 
Dal punto di vista cognitivo si potrebbe studiare, imparare, farsi aiutare a comprendere il funzionamento dell'organismo in modo tale da capire da soli ciò che è bene o ciò che potrebbe essere nocivo per la nostra salute; e questa conoscenza deve spaziare a 360 gradi: dall'alimentazione alle difese immunitarie, dai farmaci ai rimedi naturali, dalle relazioni alle dinamiche familiari e così via. 
Dal punto di vista pratico, nel caso di stati d'ansia generalizzati, di stress emotivo e di percezione di una costante tensione psico-fisica si possono apprendere delle tecniche specifiche che incidono sul funzionamento e riequilibrio del sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Tali tecniche vengono personalizzate e adattare al soggetto e alle sue difficoltà, e  si possono apprendere attraverso poche video-sedute on-line. 
Nel caso di disturbo ipocondriaco, depressione, fobie legate sia allo stato di disagio attuale (scaturito dalla pandemia) che da altre situazioni particolari, alle suddette tecniche si associano prescrizioni comportamentali, visualizzazioni guidate, tecniche di svelamento, ristrutturazione delle abituali modalità di pensiero ecc. 
L'importante è imparare a gestire le paure, qualsiasi tipo di paura, perché anche se non possiamo controllare direttamente ciò che accade intorno a noi, possiamo però imparare a controllare le nostre reazioni e le nostre azioni a beneficio di un benessere fisico, psichico e anche spirituale.

martedì 4 agosto 2020

La musica come medicina naturale

Un originale arrangiamento della Sinfonia n. 40 di Wolfang Amadeus Mozart ad opera di Waldo de Los Rios




La Musica è un linguaggio universale, così come lo sono anche l'arte e la matematica. Esse vanno al di là dei confini mentali, di barriere e nazionalità; sono delle frequenze, delle informazioni che vengono comprese da tutti. 
Questi linguaggi sono stati studiati dal punto di vista scientifico e medico e si è scoperto che attivano le stesse reti neuronali, gli stessi canali che sono associati al piacere e al benessere e che hanno un impatto significativo sulla salute e la felicità dell'essere umano. Si può dunque affermare che queste arti sono delle medicine naturali.
La musica, in particolare, se ben scelta e correttamente utilizzata, è indubbiamente un elemento di salute; infatti, è già stato appurato che dal punto di vista fisiologico e biochimico la musica fa bene, per questo diventa importante trovare ogni giorno uno spazio per coltivare la musica. 
A questo punto viene spontaneo chiedersi: quale tipo di musica? 
A tal proposito sono stati fatti diversi studi, ponendo a confronto vari generi musicali, ma anche musicisti fra di loro. Hanno così studiato gli effetti della musica di Mozart, Strauss e altri, correlandoli a diversi stadi di benessere psico-fisico. 
La musica di Mozart, ad esempio, si trova sempre in cima nella classifica della musica del benessere, così, se vogliamo stare bene, dobbiamo cominciare dalla Sinfonia N.40. 
E' stato inoltre dimostrato che anche altri generi musicali, come ad esempio il rock, hanno effetti benefici sulla psiche così come anche il potere di abbassare il livello di stress e di cortisolo; però, rispetto alla musica classica e, soprattutto quella di Mozart, non hanno un impatto sul sistema cardio-circolatorio e sulla pressione. Quindi se vogliamo veramente assumere una medicina naturale attraverso la musica, il meglio del meglio è sicuramente Mozart. 
Il potere terapeutico della musica non è una scoperta recente, ma ha origini molto antiche.
La musica aveva diversi poteri, ad esempio per gli sciamani era il mezzo con il quale ottenere la massima concentrazione e per intensificare la volontà di ritrovare e di conservare il benessere fisico, i canti utilizzati a tale scopo avevano un ritmo lento ed una intonazione monodica. 
La cultura greca poneva la musica al centro della vita sociale, e religiosa. I greci, infatti, ritenevano che la musica fosse la medicina dell’anima. 
Secondo Aristotele, infatti, l’arte dei suoni ha un potere liberatorio alleviante e catartico, di purificazione e di limitazione delle tensioni psichiche, ammettendo così l’utilità di tutti i generi di musica.
Il primo vero e proprio trattato di musicoterapia però risale alla prima metà del 1700 a cura di un medico musicista londinese, Richard Brockiesby. Il suo volume ebbe grande successo ma si dovette aspettare fino al XX secolo per poter parlare di vero e proprio uso terapeutico della musica. 
Oggi l'interesse per la musicoterapia è diventato sempre più considerevole e numerosi sono i corsi anche universitari, dedicati a questa disciplina. 
Noi abbiamo pensato a dei percorsi ben definiti di musicoterapia, associata a visualizzazioni specifiche adattate  ai diversi problemi ed esigenze della persona e, ove possibile, tenendo conto delle sue preferenze musicali. 
Si tratta di percorsi brevi che possono essere svolti on-line. Per ulteriori approfondimenti sui percorsi teraputici cliccare QUI
Per ascoltare alcuni brani di "Mùsica de Sanacìon" cliccare QUI

mercoledì 20 maggio 2020

Vuela con el Viento

Un'altro bellissimo brano per la rubrica "Mùsica de Sanaciòn"
Il titolo è "Vuela con el viento" di  Ayla Schafer
Sotto il testo e la traduzione

Dopo avere avviato il video, per apprezzare al meglio l'esperienza di ascolto e visione, cliccare sul quadratino in basso a destra, per lo schermo intero.


Questo è il commento lasciato sotto il video da una infermiera:  "Bella canzone, sono un'infermiera, durante il turno di notte, mentre i pazienti dormono e sto passando le medicine, ho messo questa canzone su di loro e l'energia si trasforma in guarigione, amore e purezza dell'essere".

Testo:

VUELA CON EL VIENTO

Llévame con tus alas de luz
Águila, tráenos medicina
Del viento, del aire, de las estrellas, del sol
Brillando, me guía el camino

Llévame con tus alas de luz
Águila, tráenos medicina
Del viento, del aire, de las estrellas, del sol
Brillando, me guía el camino

Cura, cura, cura, cúrame
Sana todo lo que yo llevo
Agradezco por mi vida
A Pachamama yo te amo

Cura, cura, cura, cúrame
Sana todo lo que yo llevo
Agradezco por mi vida
A Pachamama, yo te amo

Llévame con tus alas de amor
Condorcito tráenos medicina
Del cielo, ilumina mi interior
Volando me enseña el camino

Llévame con tus alas de amor
Condorcito tráenos medicina
Del cielo, ilumina mi interior
Volando me enseña el camino

Cura, cura, cura, cúrame
Sana todo lo que yo llevo
Agradezco por mi vida
A Pachamama, yo te…

Traduzione:

VOLA CON IL VENTO

Portami con le tue ali di luce
Aquila, portaci la medicina
Dal vento, dall'aria, dalle stelle, dal sole
Splendente, il percorso mi guida

Portami con le tue ali di luce
Aquila, portaci la medicina
Dal vento, dall'aria, dalle stelle, dal sole
Splendente, il percorso mi guida

Guarisci, guarisci, guarisci, guariscimi
Guarisci tutto ciò che porto
Ringrazio per la mia vita
Adoro Pachamama

Guarisci, guarisci, guarisci, guariscimi
Guarisci tutto ciò che porto
Ringrazio per la mia vita
Per Pachamama, ti amo

Portami con le tue ali d'amore
Condorcito ci porta la medicina
Dal cielo, illumina il mio interno
Volare mi mostra la strada

Portami con le tue ali d'amore
Condorcito ci porta la medicina
Dal cielo, illumina il mio interno
Volare mi mostra la strada

Guarisci, guarisci, guarisci, guariscimi
Guarisci tutto ciò che porto
Ringrazio per la mia vita
A Pachamama, io ...




sabato 21 marzo 2020

Corso on-line di Training Autogeno Essenziale (T.A.E.)


Corso individuale on-line per l'apprendimento della tecnica di rilassamento psico-fisico di Schultz, ovvero, il Training Autogeno somatico di base. Qui viene proposto nella sua forma essenziale (T.A.E.) e cioè solo l'apprendimento degli esercizi e la loro applicazione.

   Il Training Autogeno è la tecnica elettiva e ampiamente sperimentata per  la gestione dello stress e il trattamento dell'ansia generalizzata, per la sedazione emotiva e il riequilibrio  sia del sistema  neuro-vegetativo che di quello ormonale e immunitario, per il trattamento dell'insonnia e dei disturbi psicosomatici; mentre nella sua applicazione completa, come tecnica psicoterapica, risulta valido per le nevrosi, le depressioni, le fobie, i disturbi della sessualità, i comportamenti ossessivo-compulsivi e altre patologie.

    Il corso si svolge in 8 incontri, attraverso video-sedute con Skype o altri sistemi di video-comunicazione; hanno cadenza quindicinale e la durata di 30 minuti. Il materiale informativo inerente i contenuti e lo svolgimento delle sedute sarà spedito via e-mail il giorno prima dell'appuntamento.  

    Per l'ammissione al corso si rende necessaria la somministrazione di un test che, oltre a rilevare i tratti della personalità, fornisce una misura dell'ansia libera. 

    L'orario degli appuntamenti verrà fissato in base alle esigenze dei corsisti e compatibilmente con gli spazi di tempo disponibili della dott.ssa. Al momento dell'iscrizione al corso verrà spedito via e-mail il modulo di richiesta da compilare e rispedire indietro (sempre via e-mail). 

   Trattandosi di una sessione speciale del Training Autogeno Essenziale (T.A.E.) i costi delle sedute sono più contenuti rispetto al T.A. del "Doppio Binario" (cioè quando viene utilizzato come vera e propria terapia); anche sul test (essendo propedeutico all'apprendimento della tecnica) verrà applicata una riduzione rispetto al costo normale. 

   In quanto sessione speciale adottata per aiutare le persone a gestire la paura, l'ansia e lo stress legati all'emergenza del corona virus la proposta sarà limitata nel tempo e cioè fino alla fine di dicembre 2021. 

   Per ulteriori informazioni e iscrizioni si può telefonare o lasciare un messaggio su WhatsApp al n. 389 1161310;  oppure scrivere alla seguente e-mail: mgzocco@gmail.com: o ancora tramite il modulo che troverete QUI.

Per un'approfondimento sulla tecnica utilizzata nel "Doppio Binario" cliccare QUI

mercoledì 5 febbraio 2020

Depersonalizzazione e Derealizzazione

DEFINIZIONE
Il Disturbo di Depersonalizzazione e Derealizzazione (DDD)
consiste in uno stato alterato di consapevolezza del Sé che si manifesta in episodi persistenti o ricorrenti di distacco o separazione da se stessi (depersonalizzazione), dall’ambiente circostante (derealizzazione) o entrambe, durante i quali però l’esame di realtà rimane integro.
Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, APA 2013), tale disturbo rientra nella categoria  dei Disturbi Dissociativi. 
Per Depersonalizzazione - come riportato nel sito "Ipsico.it" - s’intende un’esperienza soggettiva di irrealtà, di distacco o 
estraneità dalla propria identità, dai propri pensieri, sensazioni, emozioni, oltre che dal proprio corpo.

Induce sensazioni disturbanti che includono un senso di non esistenza, di sentirsi fuori dal proprio corpo, come un osservatore esterno di se stesso, come un automa. 
La depersonalizzazione è associata a una diminuzione o perdita di reattività emotiva, come una sorta di intorpidimento

lunedì 4 febbraio 2019

Corso Rapido di Training Autogeno


Corso individuale rapido per l'apprendimento della tecnica di rilassamento di Schultz: il Training Autogeno somatico di base. Si tratta della tecnica elettiva per la gestione dello stress e il trattamento dell'ansia generalizzata. 

Il corso si articola in 10 sedute via Skype della durata di 30 minuti. I primi tre incontri si svolgeranno nel corso della prima settimana, e riguarderanno una breve raccolta di dati anamnestici e la somministrazione di 2 test della personalità (necessari per verificare l'idoneità alla tecnica) gli altri incontri si svolgeranno uno ogni 15 gg. L'orario degli appuntamenti verrà fissato in base alle esigenze dei corsisti e compatibilmente con gli spazi disponibili della dott.ssa. Verranno spediti via e-mail: 9 brevi dispense teoriche e 9 protocolli per l'auto-osservazione.
Contatti per le iscrizioni: mgzocco@gmail.com - cell.: 3891161310, oppure tramite il modulo che troverete QUI.
Termine per le iscrizioni al corso entro il 28 febbraio 2019. Per ulteriori dettagli cliccare QUI .

sabato 30 dicembre 2017

Adolescenti iperconnessi. Like addiction, Vamping e Challenge sono le nuove patologie

Fonte:

(I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su un campione composto da oltre 8.000 adolescenti di circa 18 regioni italiane, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni).

Smartphone e internet: come influenzano la vita dei ragazzi
Il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale a partire dai 10 anni d’età. 
Un dato rilevante è che oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone direttamente nella primissima infanzia, già a partire da 1 anno e mezzo/2, con la possibilità anche di accedere liberamente ad internet e alle applicazioni presenti nel telefono. Il genitore si sente tranquillo se il figlio utilizza il proprio cellulare pensando che non usi tutte le sue funzioni o vada su Internet dimenticandosi che è tutto collegato alla rete, anche le chat. Con il trascorrere degli anni e l’evolversi della tecnologia si abbassa quindi vertiginosamente l’età di utilizzo. Tra i ragazzi della fascia tra gli 11 e i 13 anni, infatti, l’età media è scesa di un anno sia per quanto riguarda l’uso del primo cellulare, l’accesso a internet e l’apertura del primo profilo social, che si aggira intorno ai 9 anni.

Gli adolescenti quindi sono sempre più iperconnessi, circa 5 su 10 dichiarano di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con lo smartphone in mano, il 16% dalle 7 alle 10 ore, mentre il 10% supera abbondantemente la soglia delle 10 ore. Se calcoliamo che il 63% lo utilizza anche a scuola durante le lezioni, significa che la maggior parte di loro vive connesso alla rete.

Le ore trascorse davanti ad uno schermo si abbassano leggermente nel campione dagli 11 ai 13 anni, forse perché c’è più controllo da parte dei genitori e l’importanza della rete social non è ancora la più rilevante. Il 55% dei preadolescenti lo utilizza per un massimo di 2 ore, il 35% dalle 3 alle 6 ore, il 7% dalle 7 alle 10 ore e il 4% supera le 10 ore, e solo il 13% lo usa durante l’orario scolastico, rispetto al 63% dei ragazzi più grandi che non si possono staccare dal cellulare.

Il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, contro il 77% dei preadolescenti. Il primo è stato aperto intorno ai 12 anni e la maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. Il 69% ha un profilo su Facebook, il 67% Instagram, il 66% YouTube, il 47% Snapchat, il 22% Ask, il 16% Twitter, e il 15% Tumblr. Il fatto di avere una serie di applicazioni social sconosciute ai genitori gli permette di essere meno controllati e più sicuri di poter anche osare, favorendo comportamenti come il sexting cioè l’invio di messaggi con contenuti sessuali, il cyberbullismo: l’uso

sabato 10 settembre 2016

I Tic nervosi

DEFINIZIONE
I tic, nel passato hanno avuto, da parte di molti studiosi, maggiore attenzione rispetto ai tempi moderni. Già Charcot li definiva: "caricature di atti naturali"; Henry Ey continuava definendoli: "movimenti stereotipi bruschi, intempestivi, che si impongono al soggetto risultando socialmente molesti e dall'evoluzione capricciosa".
Secondo la definizione di Trousseau "...il tic non doloroso consiste in rapidissimi movimenti convulsivi a carattere ricorrente che di solito si limitano ad un esiguo numero di muscoli, soprattutto quelli del viso, ma che possono interessare anche il collo, il tronco, le membra … Nell'uno è uno sbattere di palpebre, una contrazione delle guance, delle narici, delle labbra, tale da ricordare una smorfia; in un altro è l'annuire col capo, un'improvvisa, ricorrente torsione del collo; in un terzo uno scrollar delle spalle, un movimento spasmodico dei muscoli del ventre o del diaframma: in breve

martedì 26 gennaio 2016

Bruxismo


DEFINIZIONE
Il termine Bruxismo deriva dalla lingua greca, ed indica una particolare abitudine che consiste nel digrignare o serrare i denti. 

Si può, quindi, distinguere tra: 
  • Bruxismo “rumoroso” (digrignamento)
  • Bruxismo“silenzioso” (serramento)
  • Bruxismo misto

Il bruxismo è stato definito un'attività parafunzionale in quanto non rientra nella “funzione” propria della bocca, come d'altronde accade anche per altre abitudini tipo: masticare gomme americane, mangiarsi le unghie, morsicarsi le labbra, morsicare penne o matite ecc. 
Il singolo episodio di bruxismo può durare in media nove secondi, riguarda circa il 10% della popolazione ed ha uguale incidenza tra maschi e femmine. Nei bambini la percentuale aumenta a circa il 30% con la più alta incidenza in bambini al di sotto dei 5 anni.
Solitamente il bruxismo viene attuato in stato di incoscienza cioè durante il sonno; tuttavia l'instaurarsi col tempo dell'abitudine, fa sì che il soggetto lo possa compiere anche da sveglio.

SEGNI E SINTOMI
I sintomi non sono chiari, e si sovrappongono per lo più a quelli derivanti dalla malocclusione. Fino a qualche tempo fa si riteneva che i due fenomeni fossero strettamente collegati, ma la ricerca scientifica ha dimostrato che bruxismo e malocclusione sono due fenomeni completamente diversi che hanno in comune solo gli effetti dannosi a carico dell'articolazione temporo-mandibolare.
Clinicamente si può sospettare la presenza di bruxismo quando si verifica una di queste

domenica 20 dicembre 2015

Il cercatore pauroso: temo che tu non mi ami perché io non posso stare da solo – Tracce del tradimento Nr. 36

La donna impaurita, l’uomo impaurito vivono per l’altro e la percezione della propria inferiorità è costante, l’altro è perfuso di bellezza e forza ed essi vivono nel terrore che egli si stanchi e le lasci sole.
Fonte: 
Cercano sperando di non trovare, spesso non trovano, e se trovano, soffrono in silenzio aumentando il desiderio di stare con il compagno e rimandando i conflitti. Così diventano ancora più dipendenti, melanconici.

Serafina, 46 anni, viene in seduta disperata, parla a spizzichi e a bocconi e fa fatica a concentrarsi su ciò che dice. È evidentemente depressa e racconta una storia difficile. Dalla sua prima giovinezza si è fidanzata e poi sposata con un ragazzo che è stato accolto dalla sua famiglia come un figlio. Al punto che i genitori preferivano lui ai numerosi figli che avevano. Il ragazzo è sempre stato irreprensibile e protettivo con lei, non permettendole di lavorare e accondiscendendo a tutte le paure di lei: di viaggiare, di vedere amici, di avere un figlio, di fare qualsiasi cosa nuova e diversa dallo stare in casa a chiacchierare davanti alla televisione. Alcune volte l’uomo aveva cercato di esprimere il desiderio di avere un