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martedì 4 novembre 2025

Quando la vita ti travolge, serve un piano

Riorganizza il tuo equilibrio

 Stress, stanchezza, relazioni complicate, fame emotiva, burnout, disorganizzazione.

Non sono “momenti”. Sono segnali. E ignorarli non li fa sparire.

Ti è mai capitato di sentirti sopraffatta, anche quando non stai facendo nulla? Di avere la testa piena, il corpo stanco, relazioni che ti drenano, e una giornata che ti sfugge di mano?

Non sei sola. E non è colpa tua. È il segnale che qualcosa va ristrutturato.

🎯 Perché nasce questo programma

Il programma “Riorganizza il Tuo Equilibrio” nasce proprio per questo: affrontare i problemi reali che oggi bloccano tante persone. Non si parla di benessere astratto, ma di strategie concrete per rimettere ordine nella mente, nel corpo, nelle relazioni, nel lavoro e nella vita quotidiana.

👇 Se ti riconosci in almeno 3 di queste frasi, questo percorso è per te:

  • “Non riesco a fermare i pensieri, mi sento sempre sotto pressione.”
  • “Sono stanca/o anche quando dormo.”
  • “Sento un'angoscia che non so spiegare.”
  • “Mi sento sola/o, ma non ho voglia di parlare con nessuno.”
  • “Mangio per nervosismo, non per fame.”
  • “Il lavoro mi svuota, non mi dà più senso.”
  • “La mia giornata è un caos, non riesco a gestire nulla.”
  • 🎯 Cosa facciamo insieme

Ti aiuto a rimettere ordine. Non con consigli generici, ma con un metodo strutturato in 7 incontri individuali online, che affrontano i problemi uno per uno.

🧠 Seduta 1 – Analisi e test psicologici

  • Colloquio approfondito
  • Test Luscher e MMPI breve
  • Mappatura dei problemi
  • Definizione degli obiettivi
  • Piano personalizzato

🔧 I 6 moduli operativi

Tema

Cosa risolviamo

Mente

Pensieri ricorrenti, ansia, stress, fobie, compulsioni, depressione, dipendenze, elaborazione lutto

Corpo

Stanchezza, tensioni, insonnia, disturbi psicosomatici

Relazioni

Conflitti, isolamento, relazioni tossiche, 

Nutrizione

Fame emotiva, disorganizzazione alimentare, principali disturbi del comportamento alimentare (Anoressia, Bulimia, Vomiting ecc.)

Lavoro

Burnout, insoddisfazione, mancanza di senso, difficoltà a gestire il tempo e le priorità

Stile di vita

Sovraccarico, caos quotidiano, mancanza di routine, sovraccarico digitale, difficoltà a dire "no"

📦 Cosa ricevi

  • 7 sessioni individuali (60 min)
  • Materiale pratico (dispense, schede, audio, esercizi)
  • Supporto tra gli incontri
  • Sessione introduttiva gratuita (30 min in chat)

📩 Come iniziare

Prenota la tua sessione introduttiva gratuita con colloquio online via Messenger, della durata di 30 minuti, che si svolge sul profilo professionale di Facebook, durante lo sportello di primo ascolto:

🕒 Orari disponibili

  • Lunedì: 15:00 – 16:00

  • Martedì: 10:00 – 11:00

  • Giovedì: 15:00 – 16:00

  • Venerdì: 22:00 – 23:00

Se senti che è il momento di prenderti cura di te, questo percorso può essere il tuo punto di svolta.

📬 Contatti


venerdì 3 ottobre 2025

Training Autogeno Somatico di Schultz come tecnica di guarigione per disturbi psico-somatici

🧘‍♀️ TRAINING AUTOGENO 

9 incontri per apprendere una tecnica di rilassamento psico-fisico

🌱 Dentro di te c’è il silenzio che cura, la voce che guida, la radice che sostiene.

📌 Il corso è individuale e si svolge on-line, in modalità riservata e personalizzata.

  • Si articola in 9 incontri progressivi, durante i quali si apprendono le formule e le sensazioni corporee del Training Autogeno secondo il metodo di Schultz. 
  • Ogni incontro è suddiviso in 3 fasi: una prima fase dedicata alla presentazione dell'esercizio; la seconda fase, specifica per il rilassamento con esercizio guidato e una terza fase dedicata ai vissuti e a momenti di riflessione.

🌿 Benefici del Training Autogeno:

  • Riduzione dello stress e dell’ansia

  • Miglioramento del sonno e della qualità del riposo

  • Maggiore consapevolezza corporea e mentale

  • Regolazione del tono muscolare e della respirazione

  • Rafforzamento dell’autoefficacia e della capacità di gestione emotiva

  • Prevenzione del burnout e supporto nei momenti di cambiamento

  • Sostiene autoguarigione nei disturbi psico-somatici

📬 Iscrizioni:

Le richieste di iscrizione per la sessione autunnale devono pervenire via e-mail: mgzocco@gmail.com  entro il 31 ottobre. Una volta ricevuta la richiesta, verrà concordato un colloquio preliminare gratuito per valutare l’idoneità e personalizzare il percorso.


sabato 21 novembre 2020

ANATOMIA DELLA PAURA E COME GESTIRE LE PRINCIPALI PAURE ATTUALI

Disegno di Fabio Magnasciutti, immagine tratta dal sito: newstown

IL RUOLO DELLA PAURA NEGLI ESSERI VIVENTI
La paura è una delle reazioni più antiche e radicate negli esseri viventi, il cui scopo è quello di proteggerli dai pericoli provenienti dal mondo esterno. 
La paura è così importante per la preservazione delle specie viventi da essere presente sia nelle forme di vita più elementari che in quelle più strutturate. Essa può assumere quindi forme semplicissime, come ad esempio l'automatico richiudersi e appallottolarsi del riccio di fronte ad un pericolo; oppure molto complesse, come nell’uomo, dove la paura innesca meccanismi che, in risposta ad uno stimolo, partono dal cervello e coinvolgono l’intero organismo.

ANATOMIA DELLA PAURA NELL'ESSERE UMANO
La risposta alla paura ha inizio in una zona chiamata amigdala, situata in profondità nel cervello. Da qui, tutte le volte che si presenta uno stimolo interpretato come minaccia, si innesca una reazione a catena molto complessa: vengono rilasciati ormoni dello stress, si attiva una parte del sistema nervoso conosciuto come: sistema nervoso simpatico, che risulta essere coinvolto in quelle funzioni definite di «attacco o fuga». Il cervello entra in uno stato di allerta che viene tramesso all'organismo, così le pupille si dilatano, il respiro accelera. Aumenta anche la frequenza cardiaca, la pressione e il flusso sanguigno. I muscoli ricevono più glucosio, mentre organi non vitali, come il sistema gastrointestinale, vengono posti in uno stato di ridotta attività.
In questo modo la concentrazione è tutta rivolta al pericolo, e il corpo si prepara ad affrontarlo nel modo più opportuno. In contemporanea parte una valutazione della minaccia per cui intervengono altre aree del cervello, come l’ippocampo e la corteccia prefrontale, che aiutano a interpretare la minaccia percepita. Se ci si trova di fronte a un falso allarme, interviene il sistema nervoso parasimpatico e la risposta si spegne, mentre nel caso di pericolo reale la risposta continua a essere alimentata. 
È proprio questo sistema complesso che ha consentito alla specie umana di sopravvivere a innumerevoli pericoli nel corso della propria storia. Ed è lo stesso meccanismo che viene attivato di fronte a pericoli che minacciano la nostra sopravvivenza come lo è, ad esempio, la malattia. 

ATTUALITA' DELLE PAURE
Oggi, sempre più spesso, accade che questo complesso sistema di auto-protezione diventa disfunzionale e molto pericoloso per la salute e il benessere psico-fisico dell'organismo. 
Quando la minaccia esterna viene percepita come un pericolo continuo e costante (come ad esempio nel caso del coronavirus Sars-CoV-2) lo stato di allerta è sempre attivo, anche se ciò avviene al di sotto della consapevolezza corporea e anche psichica. 
In tal caso, il sistema parasimpatico non si attiva per sedare la condizione di allerta in cui l'organismo è stato posto dal sistema nervoso simpatico, così l'unità psico-fisica si ritrova in uno stato costante di allerta. 
Questo, se prolungato nel tempo, potrebbe dare origine a tantissimi disturbi, sia dal punto di vista corporeo determinando le cosiddette malattie psicosomatiche, sia dal punto di vista psichico con stati d'ansia generalizzati, ipocondria (paura della malattia), depressione, ossessioni e compulsioni o varie forme di fobie come rupofobia (paura dello sporco), agorafobia (paura di uscire), claustrofobia (paura di sostare in ambienti chiusi) ecc.

TECNICHE DI GESTIONE DELLE PAURE
Come affrontare e superare questo tipo di meccanismo  fisiologico alterato, scatenato da una paura costante e prolungata nel tempo? Come trattare le paure a livello cognitivo e psichico? 
Per imparare a gestire e risolvere le paure bisogna affrontarle a diversi livelli e da diversi punti di vista. 
Dal punto di vista storico ed eziologico bisogna indagare sull'origine, il contesto in cui la paura si presenta la prima volta, sulle modalità con le quali si manifesta, rilevare eventuali correlazioni con particolare eventi accaduti nella vita ecc. 
Dal punto di vista cognitivo si potrebbe studiare, imparare, farsi aiutare a comprendere il funzionamento dell'organismo in modo tale da capire da soli ciò che è bene o ciò che potrebbe essere nocivo per la nostra salute; e questa conoscenza deve spaziare a 360 gradi: dall'alimentazione alle difese immunitarie, dai farmaci ai rimedi naturali, dalle relazioni alle dinamiche familiari e così via. 
Dal punto di vista pratico, nel caso di stati d'ansia generalizzati, di stress emotivo e di percezione di una costante tensione psico-fisica si possono apprendere delle tecniche specifiche che incidono sul funzionamento e riequilibrio del sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Tali tecniche vengono personalizzate e adattare al soggetto e alle sue difficoltà, e  si possono apprendere attraverso poche video-sedute on-line. 
Nel caso di disturbo ipocondriaco, depressione, fobie legate sia allo stato di disagio attuale (scaturito dalla pandemia) che da altre situazioni particolari, alle suddette tecniche si associano prescrizioni comportamentali, visualizzazioni guidate, tecniche di svelamento, ristrutturazione delle abituali modalità di pensiero ecc. 
L'importante è imparare a gestire le paure, qualsiasi tipo di paura, perché anche se non possiamo controllare direttamente ciò che accade intorno a noi, possiamo però imparare a controllare le nostre reazioni e le nostre azioni a beneficio di un benessere fisico, psichico e anche spirituale.

giovedì 6 febbraio 2020

INDAGINE CONOSCITIVA SULLE CAUSE DI DEPERSONALIZZAZIONE/DEREALIZZAZIONE

Foto tratta dal sito: "Aleteia.org"
Il Disturbo di Derealizzazione e Depersonalizzazione (DDD) di cui si è parlato ampiamente nell'articolo precedente (il link lo troverete in fondo) è un disturbo che, al giorno d'oggi, si sta diffondendo sempre di più, e riguarda soprattutto i giovani di età compresa tra 12-30 anni, con un picco massimo intorno ai 16 anni. 
Come già detto (sempre nel post precedente) non si conoscono con certezza le cause di tale disturbo; si ritiene che esse siano molteplici e che debbano intervenire diverse variabili affinché possa strutturarsi il Disturbo di Derealizzazione e Depersonalizzazione. 
Inoltre, non ci sono studi sufficienti tali da chiarire i motivi per cui il DDD si manifesta solo in quella determinata fascia di età, mentre la sua insorgenza diventa rarissima dopo i 40 anni. 
Si è pensato quindi di avviare una piccola indagine conoscitiva per individuare quali altre cause, oltre quelle indicate nella letteratura sul tema (peraltro alquanto scarsa) intervengono nella eziologia di tale patologia. Ed individuare inoltre, eventuali correlazioni che potrebbero far luce anche sulle motivazioni che ne determinano l'insorgenza proprio in quella fascia di età.  
Trovare che cosa hanno in comune i giovani che sono vittima del Disturbo di Derealizzazione/Depersonalizzazione ci aiuterebbe a delineare meglio il quadro eziologico e quindi ottenere importanti elementi per definire e strutturare il trattamento maggiormente indicato. 
Per tale motivo chiediamo a tutti i ragazzi che pensano di soffrire di tale disturbo o hanno dubbi in proposito, di inviare un messaggio privato (ai recapiti sotto riportati) e verrà fornito un questionario che aiuterà a capire se la sintomatologia potrebbe rientrare o meno nella categoria del DDD secondo i parametri del DSM V ed alcune domande specifiche volte ad individuare eventuali traumi, esperienze, abitudini ecc. che potrebbero definire meglio le cause di tale  disturbo sempre più frequente ed invalidante
Per i minorenni, il questionario e le domande devono essere richieste dai genitori. 
Per tutti coloro (ragazzi o genitori) che aderiscono all'indagine, sia che siano già in terapia o che ancora avessero dei dubbi riguardo ai sintomi di cui stanno facendo 
esperienza loro stessi o i loro figli, in base alle risposte date, verrà fornito un orientamento, consigli di lettura, suggerimenti e, se è il caso, prescrizioni comportamentali utili per affrontare e risolvere nel modo più efficace e in tempi rapidi il problema in oggetto.
I dati saranno soggetti al diritto di privacy e utilizzati solo a fini statistici o per di fornire un orientamento e informazioni specifiche adeguate al caso.
Richiedere il questionario 
- scrivendo a questa e-mail: mgzocco@gmail.com;
- su WhatsApp al seguente nr. 389 116 1310 
- o richiederlo via chat al seguente profilo FB: Maria Giovanna Zocco - Psicologa Clinica on-line
Link di approfondimento sul Disturbo di Derealizzazione e Depersonalizzazione

mercoledì 5 febbraio 2020

Depersonalizzazione e Derealizzazione

DEFINIZIONE
Il Disturbo di Depersonalizzazione e Derealizzazione (DDD)
consiste in uno stato alterato di consapevolezza del Sé che si manifesta in episodi persistenti o ricorrenti di distacco o separazione da se stessi (depersonalizzazione), dall’ambiente circostante (derealizzazione) o entrambe, durante i quali però l’esame di realtà rimane integro.
Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, APA 2013), tale disturbo rientra nella categoria  dei Disturbi Dissociativi. 
Per Depersonalizzazione - come riportato nel sito "Ipsico.it" - s’intende un’esperienza soggettiva di irrealtà, di distacco o 
estraneità dalla propria identità, dai propri pensieri, sensazioni, emozioni, oltre che dal proprio corpo.

Induce sensazioni disturbanti che includono un senso di non esistenza, di sentirsi fuori dal proprio corpo, come un osservatore esterno di se stesso, come un automa. 
La depersonalizzazione è associata a una diminuzione o perdita di reattività emotiva, come una sorta di intorpidimento

giovedì 30 gennaio 2020

Diario Interattivo Psicologico e Analitico (D.I.P.A.)



Spesso nei percorsi di consulenza psicologica e nella psicoterapia si rende particolarmente utile l'utilizzo di uno strumento molto interessante: il "Diario di Bordo". 
Si tratta di un vero e proprio diario personale (di solito se ne fa esperienza soprattutto nel periodo dell'adolescenza) che il paziente inizia a scrivere e che porterà in seduta per commentarlo e analizzarlo insieme allo psicologo. 
Oggi, con l'avvento e l'evoluzione degli strumenti tecnologici, la psicologia ricorre sempre più spesso a modalità di intervento e di consulenza attraverso sedute on-line; questo accade spesso per venire incontro alle esigenze di molte persone che hanno difficoltà a muoversi da casa per recarsi nello studio del professionista o, per non interrompere la terapia, nel caso in cui il paziente debba recarsi fuori sede o all'estero o, semplicemente, perché la persona si sente più a suo agio svolgendo le sedute da casa sua.
Principalmente vengono utilizzate le video-sedute con Skype, ma oggi, spesso, anche le sedute in chat su WhatsApp o attraverso uno scambio epistolare via e-mail ecc. 
Così, riprendendo l'idea del "Diario di Bordo" utilizzato in terapia, ho ideato il Diario Interattivo Psicologico ed Analitico (D.I.P.A.).
Al fine di monitorare al meglio gli accadimenti della vita del paziente, i suoi cambiamenti, i progressi, le scelte, le decisioni, si rende utile tenere un diario su cui riportare i fatti importanti che gli accadono, le azioni, i conflitti con se stesso e con gli altri, i malesseri fisici, le preoccupazioni, i pensieri ricorrenti, i ricordi e, se li ricorda, la mattina annotare anche i sogni che (essendo materiale proveniente dall'inconscio) può essere poi successivamente analizzato in seduta .
Il Diario Interattivo ed Analitico è uno strumento anch'esso importante nella consulenza psicologica, al pari di altre tecniche. Esso può accompagnare un percorso di psicoterapia, di consulenza psicologica o semplicemente essere proposto da solo, unicamente per ottenere un sostegno psicologico, una guida magari in periodo particolarmente delicato della propria vita.
Intanto, tenere un diario è sempre terapeutico per la persona che scrive, in quanto esso costituisce già un modo per scaricare le proprie emozioni e organizzare i propri pensieri; poi, diventa interattivo nel momento i cui viene monitorato dallo psicologo che può seguire il soggetto, passo dopo passo, per il tutto il periodo della consulenza e, infine, diventa analitico nel momento in cui, durante la seduta, o semplicemente, interagendo sul diario stesso in tempo reale, vengono esaminati e commentati insieme i vissuti e i sogni in esso riportati. 
Il Diario Interattivo Psicologico ed Analitico (D.I.P.A.) può essere prodotto in diversi modi: o nella modalità classica scrivendo magari su un'agenda o su un taccuino, da consegnare poi allo psicologo durante la seduta; oppure in modalità elettronica attraverso un diario interattivo via internet da me ideato e adattato, di volta in volta, alla problematica della persona e predisposto in base a ciò che si vuole riportare o rilevare. 
Nel Diario Interattivo via internet lo psicologo esaminerà i vissuti del paziente, se il caso evidenzierà alcune parti e risponderà comunicando le proprie riflessioni, a volte potrà chiedere delle precisazioni, potrà dare spunti di riflessione o prescrizioni comportamentali.
La persona non è assolutamente obbligata a scrivere ogni giorno, ma soltanto quando ritiene che ha qualcosa di importante da annotare, da scaricare emotivamente e da condividere con lo psicologo, nel caso in cui volesse un riscontro oggettivo o ulteriori spunti di riflessione riguardo ai fatti che gli accadono o i progressi del lavoro che si sta svolgendo insieme.
Nel caso del Diario Interattivo in formato elettronico, lo schema verrà da me predisposto e personalizzato in base alle esigenze e agli obiettivi della persona.  Potrà essere ideato e predisposto solo per un mese, per più mesi o anche per un anno; può essere interrotto in ogni momento, ed essere ripreso a distanza di tempo, oppure non riprenderlo affatto. Viene protetto con password e alla fine della consulenza o della terapia, può essere conservato o eliminato completamente. 
Il Diario Interattivo Psicologico ed Analitico (D.I.P.A.) rimane un ottimo strumento che permette allo psicologo di accompagnare al meglio i propri pazienti nel pezzo di strada che percorrono insieme. Per qualsiasi problema o difficoltà che la persona si ritrova a vivere e ad affrontare, in determinate fasi della propria vita, il D.I.P.A. diventa, non solo un mezzo utile per non sentirsi soli, ma anche uno strumento per riversare all'esterno pensieri ed emozioni sapendo che c'è un professionista che li raccoglie ed è in grado di fornire un sostegno qualificato, una guida, un suggerimento o una vera e propria prescrizione comportamentale indicata per quel particolare problema o difficoltà che la persona sta vivendo e sperimentando.

Per ulteriori informazioni sul Diario Interattivo Psicologico ed Analitico scrivere al seguente indirizzo e-mail: mgzocco@gmail.com oppure tramite WhatsAppal nr. 389 116 1310



martedì 11 settembre 2018

Consulenza psicologica on-line in chat: sempre più richiesta


Negli ultimi tempi, la consulenza psicologica in modalità chat per problematiche di ansia, attacchi di panico, fobie, ossessioni ecc. sta diventando un modus operandi sempre più richiesto. 

LE MOTIVAZIONI
- innanzitutto, le sedute possono svolgersi anche senza la necessità di uno strumento atto a rilevare le immagini (web cam);
- inoltre, la chat viene percepita come un mezzo meno impegnativo e più facile da gestire nell'ambito delle modalità di comunicazione tecnologica, visto il grande successo di alcune tipologie comunicative come WhatsApp, Facebook ecc.;
- alcuni orientamenti di intervento psicologico si prestano benissimo alla possibilità di essere adattati per essere trasmessi via chat;
- le sedute via chat, così come anche la consulenza via e-mail, hanno il vantaggio per il soggetto, di ritrovarsi per iscritto eventuali suggerimenti, consigli e prescrizioni comportamentali, tali da poterli consultare tutte le volte che se ne ha bisogno.

I LIMITI
Come in tutte le situazioni ci sono anche delle limitazioni, ad esempio:
- nella consulenza via chat non si possono apprendere ed eseguire tecniche di rilassamento psico-fisico, o prevedere protocolli di trattamento che richiedono le visualizzazioni, come può invece avvenire nel corso delle video-sedute;
- un altro limite delle sedute in chat è l'impossibilità di utilizzare la comunicazione non verbale, sia per raccogliere informazioni sulla persona, sia per trasmettere o sottolineare la valenza o l'importanza di certe prescrizioni. 
- infine, rispetto alle video-sedute, nella modalità chat la comunicazione è più lenta: questo è il motivo per cui viene consigliato alla persona di scrivere la propria autobiografia nel modo più dettagliato possibile raccontando la sua storia di vita, i rapporti familiari, il lavoro, le esperienze sentimentali, eventuali problemi fisici o psichici con i quali la stessa si è confrontata nel corso della vita. Per lo stesso motivo, oltre all'usuale modulo per la richiesta di consulenza psicologica on-line, nel caso delle sedute in chat viene spedito anche un altro modulo predisposto per la rilevazione dei dati anamnestici; infine, per approfondire la conoscenza della personalità, che non può avvenire nei modi normali di una video-seduta, si rende necessaria la somministrazione di un test abbastanza semplice da eseguire, che verrà spedito sempre via e-mail.
L'autobiografia, la rilevazione dei dati anamnestici e l'esecuzione del Test fanno risparmiare molto tempo, permettendoci di bypassare molte domande che via chat richiederebbo più sedute. 

CONCLUSIONI
Nonostante ciò, la consulenza on-line in chat sta avendo sempre più successo, anche per altri motivi:
- ad esempio le sedute via chat (ovviamente, previo appuntamento) possono svolgersi in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora: anche sul lavoro durante la pausa pranzo o in tarda serata; 
- il soggetto può scegliere la modalità in chat che preferisce e con la quale ha maggiore dimestichezza e si trova più a suo agio, quindi si può utilizzare Skype, Facebook o WhatsApp;
- in ultimo, ma non per questo meno importante, è il fatto che la consulenza psicologica in chat ha un costo minore (anche la metà) rispetto alle video-sedute. Poi, se fin dall'inizio si prevede il percorso di 6 chat (il minimo essenziale per un lavoro più o meno completo) il costo sarà ancora di meno. 

RIASSUMENDO 
Un percorso di consulenza on-line via chat prevede una semplice procedura:

1. Richiedere l'invio del Modulo per la richiesta compilando questo form;
2. Stesura della Autobiografia e compilazione del Modulo per la raccolta dei dati anamnestici (sarà inviato via e-mail);
3. Invio, del test della personalità da eseguire e rispedire indietro; 
4. Elaborazione del test e invio dei risultati in allegato via e-mail. 
5. Verrà fissato il primo appuntamento per la chat, che già potrà contenere le prime prescrizioni comportamentali.

Dott.ssa Maria Giovanna Zocco

Per maggiori informazioni sulla Consulenza on-line cliccare QUI

lunedì 30 marzo 2015

Psicofarmaci o consulenza psicologica on-line: cosa scegliere?




Oggi, purtroppo, almeno inizialmente, l'approccio privilegiato per il trattamento di molti fra i disturbi psicologici (anche meno gravi) continua ad essere quello farmacologico. 
Si considerano gravi, i disturbi psichici come la schizofrenia, le psicosi, le depressioni maggiori, i disturbi bipolari e altri, per i quali una terapia farmacologica si rende comunque necessaria, almeno inizialmente. Per problemi, invece, di tipo nevrotico, psicosomatico, disturbi derivati da trauma, ansia e stress sarebbe auspicabile intervenire con trattamenti meno invasivi per l'organismo, quanto meno dal punto di vista chimico. 
Invece, oggi, anche per questi lievi disturbi si ricorre agli psicofarmaci. Così, per sedare l'ansia, per affrontare la paura o lo stress, per superare un trauma, per poter dormire si

mercoledì 25 marzo 2015

Calliginefobia: la paura delle donne belle


DEFINIZIONE
Il termine Calliginefobia o Venustrafobia indica una paura persistente, anormale e ingiustificata delle belle donne. Non tutti conoscono l’esistenza di questa fobia che colpisce prevalentemente gli uomini, relegandoli a vivere nel terrore. soprattutto quando si trovano in presenza di una donna di particolare avvenenza. 
Questa fobia che può sembrare strana, si manifesta quando ci si ritrova in presenza di una donna di particolare avvenenza, ed è in grado di scatenare un vero e proprio panico da bellezza femminile. 

CAUSE
Secondo gli esperti questa particolare fobia trova le sue cause in situazioni traumatiche

mercoledì 4 marzo 2015

Autobiografia in cinque corti capitoli


Capitolo primo 
Cammino lungo una strada. C'è una buca profonda nel marciapiede. Ci casco dentro. Sono perduto, non posso farci nulla, non è colpa mia. Ci metto una vita per uscirne.
Capitolo secondo 
Cammino lungo la stessa strada. C'è una buca profonda nel marciapiede. Faccio finta che non ci sia. Ci casco dentro. Non posso credere di essere ancora nello stesso posto. Ma non è colpa mia. Mi ci vuole un sacco di tempo per uscirne.
Capitolo terzo 
Cammino lungo la stessa strada. C'è una buca profonda nel marciapiede. La vedo benissimo. Ci casco dentro di nuovo; è un'abitudine. Ma i miei occhi sono aperti: so dove sono. E' colpa mia. Ne esco immediatamente.
Capitolo quarto 
Cammino lungo la stessa strada. C'è una buca profonda nel marciapiede. Ci cammino intorno.
Capitolo quinto 
Me ne vado per un'altra strada.

di Portia Nelson 

Metaforicamente questa poesia potrebbe rappresentare i diversi livelli di un cammino psicologico basato sulla consapevolezza e crescita interiore. 

venerdì 4 ottobre 2013

Agorafobia: la paura della piazza


DEFINIZIONE
     Il termine Agorafobia deriva dal greco e significa “paura (phobia) della piazza (agorà)”, infatti le persone che presentano tale disturbo hanno paura degli spazi aperti e dei luoghi affollati.
Secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) l’Agorafobia è classificata tra i disturbi d’ansia, poiché la sua caratteristica principale è proprio l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dalle quali può essere difficile (o imbarazzante) allontanarsi o essere soccorsi in caso di sintomi di malessere o di attacchi di panico.
    Il soggetto agorafobico prova un senso di profonda angoscia alla sola idea di attraversare una piazza, un ponte, una strada, o anche semplicemente all'idea di mescolarsi tra la folla o di salire su autobus. 
    In alcuni casi, quando la paura è circoscritta ad un luogo ben definito e preciso, come ad esempio un determinato quartiere cittadino o un particolare ristorante ecc. in tal caso si parla Topofobia. 
    Ciò che accomuna entrambi i tipi di agorafobia è che il soggetto mette in atto strategie per evitare le situazioni temute, ad esempio eviterà di recarsi in luoghi affollati o di uscire di casa da solo; quindi, evitare i luoghi o le situazioni temute riduce l’ansia rinforzando il comportamento di evitamento, questo porta la persona a confinarsi nei luoghi che considera sicuri compromettendo significativamente la sua vita sociale, nei casi più gravi, quando gli spazi non ansiogeni si sono man mano ristretti sempre più fino a ridursi solo alla propria abitazione la persona non riesce ad allontanarsi da casa nemmeno se in compagnia di una persona fidata.

SINTOMI
   Solitamente la persona che soffre di Agorafobia ha paura ad uscire di casa da sola, ed è proprio quando si è da soli che i sintomi si manifestano con maggior intensità, perché vengono a mancare i propri punti di riferimento, come ad esempio la casa o una persona di fiducia.
L'agorafobia può presentarsi con o senza attacco di panico. Le persone con Disturbo di Panico soffrono di episodi caratterizzati da intenso terrore, conosciuti come attacchi di panico, in cui si sentono travolti dall’ansia e hanno un forte impulso a fuggire o a chiedere aiuto.

I sintomi relativi all’Agorafobia con Disturbo di Panico sono:
ansia intensa,
senso di smarrimento,
dispnea o sensazione di soffocamento,
vertigini, sbandamenti.
sensazione di essere sospesi, come se venisse a mancare la terra sotto i piedi,

In caso di attacco di panico vero e proprio invece la persona manifesta alcuni dei seguenti sintomi:
palpitazioni o tachicardia,
sudorazione,
tremori fini o a grandi scosse,
sensazione di mancanza di respiro o di oppressione,
sensazione di soffocamento,
dolore al torace,
nausea o disturbi addominali,
sensazione di vertigini, instabilità, testa leggera o svenimento,
derealizzazione (senso di irrealtà) o depersonalizzazione (di essere staccati da se stessi),
paura di impazzire o di perdere il controllo,
paura di morire,
parestesie (alterazioni della sensibilità soggettiva che si manifestano in assenza di stimoli, come ad esempio formicolii, sensazione di essere punti da uno spillo, sensazione di freddo, calore o acqua che scorre all’interno del corpo),
brividi o vampate.

Agorafobia senza Disturbo di Panico:
I sintomi dell’Agorafobia senza Disturbo di Panico sono simili a quelli sopra descritti, la differenza consiste nel fatto che, in questo caso, ciò che la persona teme non è l’attacco di panico ma il manifestarsi di sintomi inabilitanti o estremamente imbarazzanti. Tra le situazioni più temute vi è perdita del controllo della vescica, un attacco di diarrea improvvisa, vomitare in pubblico, il soggetto inoltre può avere paura di un attacco cardiaco in un contesto in cui nessuno è in grado di aiutarlo.

CAUSE
    Non è possibile indicare un'unica causa del disturbo di Agorafobia, essa può presentarsi dopo un periodo di intenso stress e manifestarsi in breve tempo, oppure può comparire in modo più insidioso e progressivamente più invalidante. Solitamente, la persona ha sperimentato uno o più Attacchi di Panico in un determinato luogo o situazione e, da quel momento in poi, cerca di evitare il luogo in cui si è verificato l'episodio di panico. Con il passare del tempo, il soggetto tende ad evitare anche luoghi o situazioni simili a quelli originari.
   L'interpretazione psicodinamica riguardo la patogenesi dell'Agorafobia distingue tre aspetti essenziali: 
- la predisposizione psichica del soggetto:
- il contesto sensoriale in cui la fobia è insorta originariamente;
- il conflitto inconscio ed il ruolo del simbolismo nella "scelta" dell'oggetto fobico.
  Come è noto, per la psicoanalisi, l'Agorafobia è l'espressione di quel particolare meccanismo di difesa (tipico delle fobie) definito spostamento per il quale il soggetto trasferisce la sua paura originaria di natura inconscia, ad una fonte esterna che, apparentemente, non ha rapporto con la prima. Con questo meccanismo il soggetto evita di prendere coscienza della fonte reale del suo conflitto interno evitando, in tal modo, l'insorgenza di un'ansia ancora più intensa e spesso insopportabile. C'è da aggiungere che la fonte del conflitto inconscio è, per la psicoanalisi, sempre di matura sessuale, tant'è che nel caso dell'Agorafobia si tratterebbe dello spostamento della paura di cedere a desideri erotici, a tentazioni di libidine, a pericoli di castrazione ecc.
    Tuttavia non è detto che l'insorgenza di una reazione fobica debba essere posta necessariamente in relazione causale con il conflitto inconscio e quindi con il processo difensivo dello spostamento. Si assiste spesso al sorgere di una fobia a causa di uno specifico contesto sensoriale. Un organismo, che di fronte ad una qualsiasi situazione traumatica reale risponde con tutte le reazioni psicofisiologiche adeguate, può registrare tale risposta ed estenderla in situazioni simili. Naturalmente viene spontaneo chiedersi: "come mai un soggetto sviluppa un'Agorafobia quando ad altre persone in situazioni simili non accade?". Qui subentra la specificità individuale, il tipo di difesa che il soggetto è solito adottare, la differente sensibilità di differenti persone a quelli che sembrano traumi emotivi identici, in sostanza alla base di un disturbo fobico c'è sempre un terreno psicologico favorevole. 

TRATTAMENTO
    A prescindere dal trattamento analitico ortodosso, nell'impostare un programma di cura si rende necessario segnalare alcune tipologie di interventi: 
-  ricordo dell'esperienza traumatizzante, cioè la liberazione del materiale rimosso. Ciò può portare ad una rapida risoluzione della fobia. Si può ottenere con varie tecniche tra cui l'ipnosi, associazioni libere, analisi dei sogni;
-    tecniche di Terapia Strategica Breve
- esercizi di rilassamento, tra cui in particolare il Training Autogeno di Schultz, o il Rilassamento Frazionato di Jacobson;
- la Neutralizzazione Autogena, in particolare l'Abreazione Autogena come precisata da Wolfgang Luthe;
- allenamento ed uso dell'immaginazione guidata come ad esempio il Réve Eveillé Dirigé (R.E.D.)  di Robert Desoille;
- tecnica della Desensibilizzazione Sistemica di Wolpe:
- PNL (Programmazione Neurolinguistica) di Bandler e Grinder;
- tecniche cognitive comportamentali.
    Va ricordato, infine, che qualunque sia il mezzo impiegato per il superamento del sintomo, il soggetto deve essere aiutato ad integrare in un tutto armonico anche gli altri aspetti costitutivi della personalità, per evitare il riemergere del sintomo o la formazione di nuovi.

dott.ssa Maria Giovanna Zocco