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martedì 4 novembre 2025

Quando la vita ti travolge, serve un piano

Riorganizza il tuo equilibrio

 Stress, stanchezza, relazioni complicate, fame emotiva, burnout, disorganizzazione.

Non sono “momenti”. Sono segnali. E ignorarli non li fa sparire.

Ti è mai capitato di sentirti sopraffatta, anche quando non stai facendo nulla? Di avere la testa piena, il corpo stanco, relazioni che ti drenano, e una giornata che ti sfugge di mano?

Non sei sola. E non è colpa tua. È il segnale che qualcosa va ristrutturato.

🎯 Perché nasce questo programma

Il programma “Riorganizza il Tuo Equilibrio” nasce proprio per questo: affrontare i problemi reali che oggi bloccano tante persone. Non si parla di benessere astratto, ma di strategie concrete per rimettere ordine nella mente, nel corpo, nelle relazioni, nel lavoro e nella vita quotidiana.

👇 Se ti riconosci in almeno 3 di queste frasi, questo percorso è per te:

  • “Non riesco a fermare i pensieri, mi sento sempre sotto pressione.”
  • “Sono stanca/o anche quando dormo.”
  • “Sento un'angoscia che non so spiegare.”
  • “Mi sento sola/o, ma non ho voglia di parlare con nessuno.”
  • “Mangio per nervosismo, non per fame.”
  • “Il lavoro mi svuota, non mi dà più senso.”
  • “La mia giornata è un caos, non riesco a gestire nulla.”
  • 🎯 Cosa facciamo insieme

Ti aiuto a rimettere ordine. Non con consigli generici, ma con un metodo strutturato in 7 incontri individuali online, che affrontano i problemi uno per uno.

🧠 Seduta 1 – Analisi e test psicologici

  • Colloquio approfondito
  • Test Luscher e MMPI breve
  • Mappatura dei problemi
  • Definizione degli obiettivi
  • Piano personalizzato

🔧 I 6 moduli operativi

Tema

Cosa risolviamo

Mente

Pensieri ricorrenti, ansia, stress, fobie, compulsioni, depressione, dipendenze, elaborazione lutto

Corpo

Stanchezza, tensioni, insonnia, disturbi psicosomatici

Relazioni

Conflitti, isolamento, relazioni tossiche, 

Nutrizione

Fame emotiva, disorganizzazione alimentare, principali disturbi del comportamento alimentare (Anoressia, Bulimia, Vomiting ecc.)

Lavoro

Burnout, insoddisfazione, mancanza di senso, difficoltà a gestire il tempo e le priorità

Stile di vita

Sovraccarico, caos quotidiano, mancanza di routine, sovraccarico digitale, difficoltà a dire "no"

📦 Cosa ricevi

  • 7 sessioni individuali (60 min)
  • Materiale pratico (dispense, schede, audio, esercizi)
  • Supporto tra gli incontri
  • Sessione introduttiva gratuita (30 min in chat)

📩 Come iniziare

Prenota la tua sessione introduttiva gratuita con colloquio online via Messenger, della durata di 30 minuti, che si svolge sul profilo professionale di Facebook, durante lo sportello di primo ascolto:

🕒 Orari disponibili

  • Lunedì: 15:00 – 16:00

  • Martedì: 10:00 – 11:00

  • Giovedì: 15:00 – 16:00

  • Venerdì: 22:00 – 23:00

Se senti che è il momento di prenderti cura di te, questo percorso può essere il tuo punto di svolta.

📬 Contatti


domenica 7 settembre 2025

Bulimia Nervosa: il silenzio che urla

 

Comprendere il Disturbo

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da condotte compensatorie inappropriate, come vomito autoindotto, uso di lassativi, digiuno o esercizio fisico eccessivo. Questi comportamenti sono messi in atto per contrastare l’aumento di peso percepito, spesso in risposta a un forte disagio emotivo o a una distorsione dell’immagine corporea. 

La Bulimia non è solo un disturbo alimentare. È una guerra silenziosa che si combatte dentro, tra il bisogno di controllo e il desiderio di liberazione. È un ciclo che consuma: abbuffate segrete, senso di colpa, vomito, vergogna. E poi di nuovo, come un rituale che promette sollievo ma lascia solo vuoto. Chi ne soffre spesso sorride, lavora, studia, ama. Ma dentro, il corpo diventa un contenitore di emozioni non dette, di paure non ascoltate, di dolori non accolti. Il cibo diventa rifugio e nemico. Il vomito, una punizione e una liberazione.

Aspetti diagnostici principali:

  • Abbuffate (consumo rapido e incontrollato di grandi quantità di cibo)

  • Condotte compensatorie ricorrenti

  • Preoccupazione eccessiva per peso e forma del corpo

  • Ciclicità del comportamento, spesso accompagnata da senso di colpa e vergogna

Implicazioni psicologiche: 

La bulimia è spesso associata a bassa autostima, perfezionismo, impulsività e difficoltà nella regolazione emotiva. Il comportamento alimentare disfunzionale diventa una strategia per gestire emozioni intense o vissuti traumatici. 

Cosa si prova? 

Vergogna, senso di colpa, paura del giudizio. Il controllo sul corpo diventa una battaglia quotidiana, spesso invisibile agli occhi degli altri. Tale controllo, spesse volte, si sviluppa in un circolo vizioso: abbuffata - vomito - abbuffata: ciò innesca anche un meccanismo di di aumento dell'ansia che va ad aggravare il quadro, per cui lo schema mangiare-vomitare si autoalimenta fino a cronicizzarsi

Complicanze mediche frequenti:

  • Squilibri elettrolitici (ipokaliemia, iponatriemia)

  • Erosione dello smalto dentale

  • Infiammazione esofagea e gastrica

  • Alterazioni del ritmo cardiaco

  • Disfunzioni ormonali e mestruali

🧑‍⚕️ Approccio terapeutico:

La bulimia nervosa è un disturbo serio ma trattabile. Il percorso di cura richiede un approccio integrato e personalizzato, che includa supporto psicologico, strategie comportamentali, indicazioni nutrizionali ecc. Chiedere aiuto è il primo passo verso la remissione.

Il nostro protocollo di trattamento personalizzato (attuabile on-line e interattivo) include: prescrizioni comportamentali, indicazioni nutrizionali e lavoro sull'interiorità, sulla personalità e sulle dinamiche relazionali. Vengono inviati (in formato pdf)  programmi settimanali e successivamente mensili. Vengono utilizzate schede di rilevazione e diari alimentari. Questi programmi sono adattabili alla persona e ai progressi ottenuti; essi possono essere integrati (se ritenute utili) da altre tecniche come visualizzazioni guidate o apprendimento di esercizi psico-fisici validati per la riduzione dell'ansia e la sedazione emotiva. 

Questo approccio integrato e interattivo per il trattamento della Bulimia, può svolgersi in chat e quindi con costi contenuti.

Per ulteriori informazioni contattare la dott.ssa Maria Giovanna Zocco 

e-mail: mgzocco@gmail.com

cell. e WhatsApp: 389 116 1310





martedì 26 marzo 2024

Da dove hanno origine i problemi umani? Olismo: un nuovo approccio alla salute e al benessere

Immagine tratta dal sito: Detox Energy Care  da consultare per approfondire

Per troppo tempo, nella cultura occidentale, è stato commesso l'errore di considerare l'essere umano come un'entità spezzettata; nonostante sempre più ricerche, nell'ambito della psicosomatica, abbiano dimostrato proprio il contrario e cioè: la stretta interconnessione di tutti gli aspetti della persona. 

Da qui, l'esigenza di un approccio diverso per una corretta e rapida risoluzione dei problemi umani: quello olistico. In effetti il termine 'olismo' deriva dal greco ὅλος (hòlos) che significa "Totalità", "Interezza".

Un modo nuovo, quindi, di accostarsi all'individuo e alle sue difficoltà: quello di considerarlo non come un'entità frammentata ma come una persona intera dove psiche, corpo, esperienze di vita, relazioni interpersonali, credenze culturali o religiose, ambiente e nutrizione, paure e aspettative convergono e si intersecano dando luogo alla persona così come si è venuta a strutturare nel presente: con il proprio equilibrio/squilibrio psico-fisico, adattamento/disadattamento ambientale, salute o malattia, dinamiche relazionali armoniose o tossiche e così via. 

Le terapie olistiche hanno proprio lo scopo di ripristinare l'equilibrio psicofisico dell'individuo, considerandolo nel suo insieme e stimolandone il benessere ed eventualmente il processo di autoguarigione.

L'approccio olistico si rivela alquanto efficace per: 

- coloro che vogliono abbandonare vecchie abitudini disfunzionali (tipo dipendenze di vario genere); 

- rimuovere blocchi energetici ed emozionali al fine di riconquistare l'equilibrio neuro-vegetativo naturale; 

- ottenere un'approfondita conoscenza di se stessi e della propria personalità; 

- ricreare armonia a livello spirituale, dopo un grande dolore, una perdita o un lutto

Immagine tratta dal sito: "dekacorsionline.com"

L'operatore delle Discipline Olistiche e Bio-naturali si avvale, quindi, di varie tecniche che possono riguardare: 

- la conoscenza di sé stessi e l'autostima con l'utilizzo di specifici test

- l'aspetto psicologico con le visualizzazioni guidate;

- l'unità psico-fisica con l'apprendimento di tecniche autogene ed energetiche

- la sfera spirituale per malessere esistenziale, perdite o lutto, con tecniche multimediali che includono la costruzione del "oggetto della memoria"

- le relazioni interpersonali con indicazioni comportamentali di tipo strategico;

- l'aspetto nutrizionale e le cure naturali. 

L'approccio olistico può svolgersi in tempi brevi con pochi incontri on-line attraverso video-sedute, l'invio di materiale guida, protocolli scritti, test e istruzioni comportamentali anche  attraverso e-mail o chat. 

Per informazioni contattare la Dott.ssa Maria Giovanna Zocco al nr. 389 116 1310 (anche WhatsApp)

Nota: questo nuovo approccio ai problemi umani non vuole sostituirsi alla classica medicina allopatica, piuttosto si affianca ad essa per una più rapida guarigione ma, soprattutto, per prevenzione di eventuali recidive o spostamento dei sintomi.  

martedì 11 settembre 2018

Consulenza psicologica on-line in chat: sempre più richiesta


Negli ultimi tempi, la consulenza psicologica in modalità chat per problematiche di ansia, attacchi di panico, fobie, ossessioni ecc. sta diventando un modus operandi sempre più richiesto. 

LE MOTIVAZIONI
- innanzitutto, le sedute possono svolgersi anche senza la necessità di uno strumento atto a rilevare le immagini (web cam);
- inoltre, la chat viene percepita come un mezzo meno impegnativo e più facile da gestire nell'ambito delle modalità di comunicazione tecnologica, visto il grande successo di alcune tipologie comunicative come WhatsApp, Facebook ecc.;
- alcuni orientamenti di intervento psicologico si prestano benissimo alla possibilità di essere adattati per essere trasmessi via chat;
- le sedute via chat, così come anche la consulenza via e-mail, hanno il vantaggio per il soggetto, di ritrovarsi per iscritto eventuali suggerimenti, consigli e prescrizioni comportamentali, tali da poterli consultare tutte le volte che se ne ha bisogno.

I LIMITI
Come in tutte le situazioni ci sono anche delle limitazioni, ad esempio:
- nella consulenza via chat non si possono apprendere ed eseguire tecniche di rilassamento psico-fisico, o prevedere protocolli di trattamento che richiedono le visualizzazioni, come può invece avvenire nel corso delle video-sedute;
- un altro limite delle sedute in chat è l'impossibilità di utilizzare la comunicazione non verbale, sia per raccogliere informazioni sulla persona, sia per trasmettere o sottolineare la valenza o l'importanza di certe prescrizioni. 
- infine, rispetto alle video-sedute, nella modalità chat la comunicazione è più lenta: questo è il motivo per cui viene consigliato alla persona di scrivere la propria autobiografia nel modo più dettagliato possibile raccontando la sua storia di vita, i rapporti familiari, il lavoro, le esperienze sentimentali, eventuali problemi fisici o psichici con i quali la stessa si è confrontata nel corso della vita. Per lo stesso motivo, oltre all'usuale modulo per la richiesta di consulenza psicologica on-line, nel caso delle sedute in chat viene spedito anche un altro modulo predisposto per la rilevazione dei dati anamnestici; infine, per approfondire la conoscenza della personalità, che non può avvenire nei modi normali di una video-seduta, si rende necessaria la somministrazione di un test abbastanza semplice da eseguire, che verrà spedito sempre via e-mail.
L'autobiografia, la rilevazione dei dati anamnestici e l'esecuzione del Test fanno risparmiare molto tempo, permettendoci di bypassare molte domande che via chat richiederebbo più sedute. 

CONCLUSIONI
Nonostante ciò, la consulenza on-line in chat sta avendo sempre più successo, anche per altri motivi:
- ad esempio le sedute via chat (ovviamente, previo appuntamento) possono svolgersi in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora: anche sul lavoro durante la pausa pranzo o in tarda serata; 
- il soggetto può scegliere la modalità in chat che preferisce e con la quale ha maggiore dimestichezza e si trova più a suo agio, quindi si può utilizzare Skype, Facebook o WhatsApp;
- in ultimo, ma non per questo meno importante, è il fatto che la consulenza psicologica in chat ha un costo minore (anche la metà) rispetto alle video-sedute. Poi, se fin dall'inizio si prevede il percorso di 6 chat (il minimo essenziale per un lavoro più o meno completo) il costo sarà ancora di meno. 

RIASSUMENDO 
Un percorso di consulenza on-line via chat prevede una semplice procedura:

1. Richiedere l'invio del Modulo per la richiesta compilando questo form;
2. Stesura della Autobiografia e compilazione del Modulo per la raccolta dei dati anamnestici (sarà inviato via e-mail);
3. Invio, del test della personalità da eseguire e rispedire indietro; 
4. Elaborazione del test e invio dei risultati in allegato via e-mail. 
5. Verrà fissato il primo appuntamento per la chat, che già potrà contenere le prime prescrizioni comportamentali.

Dott.ssa Maria Giovanna Zocco

Per maggiori informazioni sulla Consulenza on-line cliccare QUI

sabato 30 dicembre 2017

Adolescenti iperconnessi. Like addiction, Vamping e Challenge sono le nuove patologie

Fonte:

(I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su un campione composto da oltre 8.000 adolescenti di circa 18 regioni italiane, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni).

Smartphone e internet: come influenzano la vita dei ragazzi
Il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale a partire dai 10 anni d’età. 
Un dato rilevante è che oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzare uno smartphone direttamente nella primissima infanzia, già a partire da 1 anno e mezzo/2, con la possibilità anche di accedere liberamente ad internet e alle applicazioni presenti nel telefono. Il genitore si sente tranquillo se il figlio utilizza il proprio cellulare pensando che non usi tutte le sue funzioni o vada su Internet dimenticandosi che è tutto collegato alla rete, anche le chat. Con il trascorrere degli anni e l’evolversi della tecnologia si abbassa quindi vertiginosamente l’età di utilizzo. Tra i ragazzi della fascia tra gli 11 e i 13 anni, infatti, l’età media è scesa di un anno sia per quanto riguarda l’uso del primo cellulare, l’accesso a internet e l’apertura del primo profilo social, che si aggira intorno ai 9 anni.

Gli adolescenti quindi sono sempre più iperconnessi, circa 5 su 10 dichiarano di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con lo smartphone in mano, il 16% dalle 7 alle 10 ore, mentre il 10% supera abbondantemente la soglia delle 10 ore. Se calcoliamo che il 63% lo utilizza anche a scuola durante le lezioni, significa che la maggior parte di loro vive connesso alla rete.

Le ore trascorse davanti ad uno schermo si abbassano leggermente nel campione dagli 11 ai 13 anni, forse perché c’è più controllo da parte dei genitori e l’importanza della rete social non è ancora la più rilevante. Il 55% dei preadolescenti lo utilizza per un massimo di 2 ore, il 35% dalle 3 alle 6 ore, il 7% dalle 7 alle 10 ore e il 4% supera le 10 ore, e solo il 13% lo usa durante l’orario scolastico, rispetto al 63% dei ragazzi più grandi che non si possono staccare dal cellulare.

Il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, contro il 77% dei preadolescenti. Il primo è stato aperto intorno ai 12 anni e la maggior parte di loro arriva a gestire in parallelo 5-6 profili, insieme a 2-3 app di messaggistica istantanea. Il 69% ha un profilo su Facebook, il 67% Instagram, il 66% YouTube, il 47% Snapchat, il 22% Ask, il 16% Twitter, e il 15% Tumblr. Il fatto di avere una serie di applicazioni social sconosciute ai genitori gli permette di essere meno controllati e più sicuri di poter anche osare, favorendo comportamenti come il sexting cioè l’invio di messaggi con contenuti sessuali, il cyberbullismo: l’uso

lunedì 30 marzo 2015

Psicofarmaci o consulenza psicologica on-line: cosa scegliere?




Oggi, purtroppo, almeno inizialmente, l'approccio privilegiato per il trattamento di molti fra i disturbi psicologici (anche meno gravi) continua ad essere quello farmacologico. 
Si considerano gravi, i disturbi psichici come la schizofrenia, le psicosi, le depressioni maggiori, i disturbi bipolari e altri, per i quali una terapia farmacologica si rende comunque necessaria, almeno inizialmente. Per problemi, invece, di tipo nevrotico, psicosomatico, disturbi derivati da trauma, ansia e stress sarebbe auspicabile intervenire con trattamenti meno invasivi per l'organismo, quanto meno dal punto di vista chimico. 
Invece, oggi, anche per questi lievi disturbi si ricorre agli psicofarmaci. Così, per sedare l'ansia, per affrontare la paura o lo stress, per superare un trauma, per poter dormire si

lunedì 1 settembre 2014

Anoressia nervosa

DEFINIZIONE
Il termine Anoressia letteralmente significa: "perdita o diminuzione dell'appetito". Trattasi di una diminuzione o abolizione dell'alimentazione con spesso un ostinato rifiuto dei cibi che suscitano, per lo più, una vera e propria repulsione.
Se il soggetto viene forzato a mangiare, il fenomeno repulsivo si accentua con insorgenza anche molto acuta.
L'Anoressia mentale o nervosa è certamente la patologia più conosciuta tra i vari disordini alimentari, questo probabilmente è dovuto al fatto che fra tutti i disturbi alimentari è l'unico ad essere direttamente mortale e per questo motivo inevitabilmente scatena forti preoccupazioni e attenzioni soprattutto da parte dei familiari. 
Si tratta di una patologia che colpisce prevalentemente le giovani donne (tra i 13 e i 20 anni) e sovente i primi sintomi compaiono all'epoca del menarca. Tuttavia, si può affermare che, soprattutto negli ultimi anni, sono in aumento i casi di anoressia anche tra i giovani uomini. 
È importante, inoltre, sottolineare che l'anoressia nervosa è più diffusa nei paesi più progrediti industrialmente; infatti, si tratta di una sindrome legata al